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BEAUTY NEWS

Anche i capelli hanno bisogno di essere protetti da sole, salsedine e vento: così come proteggi la pelle in vacanza regala le giuste attenzioni alla tua chioma con gli spray solari, per evitare di dover ricorrere a un taglio drastico a Settembre per rimediare a secchezza e capelli crespi. Ecco tutto quello che devi sapere sugli spray protettivi per i capelli: cosa sono, come su usano e i prodotti da provare.Continua a leggere

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Vacanze in montagna: gli indirizzi alpini per toccare il cielo con un dito

Dopo le mete di mare in barca e in Salento, e dopo l'Abruzzo, e la Val d'Aosta, ecco la nostra lista di resort immersi nella natura, con scenografico affaccio sulle Alpi, dove fare pace con se stessi, trovare Spa da sogno con trattamenti unici oppure dormire sotto le stelle. E c'è anche un Eden per i bambini. 

Austria. Il Bio Hotel Stanglwirt (e la sua piscina)

A pochi passi da Kitzbühel lo Stanglwirt  è un luogo straordinario per la sua unicità, tanto da essere inserito, primo e unico hotel dell’Austria, nella Gold List Condé Nast Traveler’s dei 140 migliori hotel del mondo. Negli oltre 12.000 mq dedicati al benessere, che includono la piscina salata privata più grande d’Europa, una piscina olimpionica e un’esclusiva Detox Lounge dove le pareti in lichene naturale stabilizzato donano benessere psicofisico, la Green Herbal SPA è uno scrigno di piacere. In cui è difficile scegliere tra i trattamenti basati sulle piante locali, in parte coltivate nel resort, e i trattamenti di medical wellness, tanto amati dalle star di Hollywood, firmati dalla guru della bellezza Barbara Sturm. Le Kardashian ed Ellen Pompeo sono estimatrici dell’Hollywood Secrets, a base di cosmetici molecolari in grado di attivare l’enzima dell’immortalità e rendere la pelle giovane, compatta e sana. 90 minuti di puro piacere e con risultati duraturi nel tempo.

Hotel Stanglwirt
Hotel Stanglwirt
Paul DahanAlto Adige. Villa Eden, una Spa retreat a Merano

Un luogo di pace e benessere dove rigenerarsi e ritrovare il piacere di stare nella propria pelle. Villa Eden Leading Park Retreat di Merano, parte di Small Luxury Hotels of the World, il primo hotel in Europa classificato come Covid Safe Hotel, è anche e soprattutto una Spa Retreat e un centro di longevità tra i migliori d’Europa. Ed è proprio grazie all’equipe di specialisti della Medical Spa che oggi è possibile scegliere, tra le tante proposte, il programma Covid Immunoplus che mira ad irrobustire il sistema immunitario con Ossigeno Ozono terapie, flebo di vitamina C, oltre a terapie IV Energy, ossia iniezioni intravenose di un complesso multivitaminico personalizzato. Ma il benessere qui passa anche attraverso percorsi olistici  della kinesiologia applicata con il Touch for health, il riallineamento spirituale che interviene sugli squilibri fisici in modo da bilanciare il sistema energetico. Perché mai come in questo momento la vacanza è sinonimo di lusso, relax e profonda rigenerazione interna. 

Villa Eden
Villa Eden
Wolkersdorfer_GerhardAlto Adige. Adler Lodge Ritten, il rifugio nel bosco

Un rifugio nell’incanto del Renon, un classico delle vacanze in montagna, tra alberi profumati, Spa nel bosco e chalet sul lago, dove la natura detta i tempi. L’Adler Lodge Ritten è interamente realizzato in bio-edilizia, con materiali naturali perlopiù locali, divenendo esso stesso parte del paesaggio. Un luogo rilassante, perfetto come fuga da tutto, in cui le suite e gli chalet, dotati di biosauna, caminetto ed ampie vetrate aperte sulle cime delle Dolomiti e sul laghetto naturale, si fondono nella natura. Un interior che parla di Arte africana e dei nativi d’America, tocchi in stile alpino, arredi classici e di artigianato locale, uno stile eclettico ed unico di cui ci si innamora. Oltre l’infinity pool di acqua salata, oltre un’area benessere incastonata nel bosco, la Spa, ovviamente vista monti, è una promessa che diventa realtà. In cui i trattamenti ADLER Lodge Signature Treatment, sviluppati all’insegna della natura montana con profumi alpini ed erbe curative, seguono antichi rituali.

Adler Lodge Ritten
Adler Lodge Ritten
Thaddaeus SalcherSvizzera. Badrutt’s Palace Hotel, yoga anche per i piccoli

Al Badrutt’s Palace Hotel, parte di The Leading Hotels of the World  nel cuore di St. Moritz, i giorni si susseguono spensierati anche per i piccoli ospiti. Qui ogni sentiero è un’avventura, e le passeggiate a tema come la Via dei fiori di Heidi a Salastrains, l’Itinerario a Piedi Nudi a Celerina, o la Via dell’Acqua di Furtschellas sono perfette per i bambini. In hotel il tempo trascorre tra la piscina, coperta per le giornate di pioggia, ed esterna quando c’è il sole, sui campi da tennis, oppure al Palazzino, il kids’ club dove sbizzarrirsi tra mille attività, dai workshop in cucina alla caccia al tesoro. Voglia di un tour in barca? Niente di meglio che salire a bordo  dell’elegante Palace Sailing Boat, ed esplorare  il lago dall’acqua. Ma la vera chicca qui sono i  massaggi agli oli organici pensati appositamente per i bambini e le sessioni di yoga che uniscono gli spunti di meditazione e di consapevolezza fisica a momenti di gioco.

Badrutt's Palace Hotel
Badrutt's Palace Hotel
Alto Adige. Al Forestis Dolomites con gli occhi al cielo stellato

Aperto da pochissimi giorni, il Forestis Dolomites parte di Small Luxury Hotels of the world, è un luogo di pace e di armonia immerso nel profumo del bosco ed è già un highlight dell’estate 2020. Circondato da fitti boschi di conifere, a 1.800 m d’altitudine, il luxury retreat, tutto all’insegna di materiali naturali e pregiati come la pietra, il vetro, i morbidi tessuti e il legno, ha pure una vista spettacolare sulle Dolomiti. Delle 62 suite, alcune si trovano nelle tre torri di legno. Ed è proprio in una di queste Suite Tower che si può dormire open air sotto le stelle in assoluta libertà e in assoluta sintonia con la natura circostante. Nella Spa di 2.000 m i trattamenti si basano sul cerchio degli alberi associando i quattro elementi naturali ad altrettanti alberi: il pino mugo, l’abete rosso, il larice e il pino cembro.

Forestis Dolomites
Forestis Dolomites
Trentino. Lefay Dolomites, una Spa suite vista monti

Gemello del Lefay Resort & Spa Lago di Garda, il Lefay Dolomites a Pinzolo è il luogo in cui natura, lusso e bellezza incontaminata convivono armoniosamente. Tra le varie suite realizzate con tessuti naturali, legno di rovere, castagno e pietre locali, le SPA Suite sono il massimo della privacy grazie ad un’intera zona benessere privata con vasca idromassaggio, doccia e sauna. E nella  Royal Pool & Spa Suite si trova anche un’infinity riscaldata. Tempio del benessere dove rigenerare i sensi e l’anima con una Spa estesa su 4 livelli, qui i trattamenti Signature comprendono rituali di estetica energetica viso e corpo e soprattutto i Profumi del Bosco,  un viaggio sensoriale in cui si sprigionano profumi di bosco, essenze sempreverdi e fiori alpini. 

Lefay Dolomites
Lefay Dolomites


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Più di 20 anni dall'ultima volta che Michael Jordan è sceso in campo. Nel 1998 ha vinto il suo sesto titolo, nonché ultimo, con la maglietta dei Chicago Bulls. Pochissime sconfitte e un'ascesa fulminea in NBA che è stata raccontata anche docu-film The Last Dance. Ed è infatti qui che viene svelato il primo paio di sneakers indossate da Michael, durante le partite di pre-stagione del 1984, un paio di Nike Air Ship nere e rosse. 

Le scarpe hanno accompagnato la storia di successo del giocatore, passo dopo passo, canestro dopo canestro, ma quello che pochi sanno è che furono oggetto di discussione, nonché di multa. Le sneakers, infatti, non erano conformi ai requisiti di colore dell’NBA di allora, considerate troppo appariscenti, proprio per il colorway Black/Red. Nike pagò così 5000 dollari. 

Bisognerà aspettare lo scontro con i Washington Bullets, 26 Ottobre 1984, per vedere la variante iconica bianca e rossa delle Air Ship, modello che anticipa la collaborazione con Michael Jordan per realizzare le Air Jordan, che debuttano il 17 novembre dello stesso anno.

Le Nike Air Ship ora sono pronte a tornare, dopo 36 anni, con due raffle: unico store della release è il negozio bolognese Back Door Bottega. Gli amanti del basket sanno infatti che è un punto di riferimento europeo per quanto riguarda le sneakers di questo settore, mentre il proprietario Marco Evangelisti non ha mai nascosto la sua passione per MJ, è infatti considerato uno dei maggiori collezionisti internazionali.

Gaetano Bellone


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Il mondo non ha mai affrontato nulla di simile alla pandemia globale di coronavirus. La misteriosa malattia simil-influenzale, apparsa in Cina sul finire del 2019, alla fine di marzo 2020 aveva messo in lockdown metà della popolazione mondiale. Per quasi quattro miliardi di persone, stare confinati nel soggiorno di casa cercando di comprendere che il contatto sociale poteva valere una sentenza di morte è diventato il nuovo andare fuori. Com’era prevedibile, molti hanno cercato conforto nel mobile bar, annebbiando con la birra la dura realtà del 2020.

Confessioni
Dua Lipa racconta le difficoltà del suo lockdown
Ospite del podcast Gurls Talk della modella e attivista Adwoa Aboah, la cantante ammette le difficoltà del lockdown e offre sei consigli personalissimi su come tenere salda la salute mentale in questa pandemia

Mentre il commercio al dettaglio toccava le cifre più basse da quando vengono registrate, le vendite dell’alcol sono andate alle stelle. Negli Stati Uniti, le vendite dei superalcolici hanno avuto l’impennata maggiore. A confronto con lo stesso periodo di nove settimane del 2019, le vendite del gin sono aumentate del 42,5 per cento. Nel Regno Unito, i supermercati hanno riportato una crescita di un terzo delle vendite di alcol. Era facile credere che il mondo stesse superando il trauma della pandemia con l’aiuto dell’alcol. Ma per chi non beve, il lockdown nel mezzo di una crisi sanitaria globale ha rappresentato un problema ulteriore.

Foto Jamie SpenceRow of table with upside down chairs in restaurant due to city lockdown during pandemic of Covid-19 virus to stop infection spreading crisis.
Foto Jamie Spence
Photography Techa TungatejaAncore di salvezza sparite

Una cosa che ho imparato presto quando ho deciso di smettere di bere è che non c’è un modo corretto di essere sobri. Alcuni scelgono di andare alle riunioni degli Alcolisti Anonimi (AA) o di Narcotici Anonimi (NA), altri vanno a disintossicarsi nei centri specializzati, altri ancora si dedicano ossessivamente all’esercizio fisico. Ognuno fa quello che funziona per lui. Ma una cosa importante che ci accomuna quasi tutti, qualunque percorso abbiamo deciso di seguire, è trovare dei modi di riempire il tempo che guadagniamo quando non beviamo più. Quelle attività, che sia una riunione o una lezione in palestra, possono essere delle ancore di salvezza per noi. E quando è arrivato il lockdown, molte di esse ci sono state sottratte da un giorno all’altro.

A Londra, il servizio di call center di Alcolisti Anonimi – che riceveva fino a 2500 chiamate a settimana – è stato sospeso e le 900 riunioni in presenza che avrebbero dovuto tenersi ogni settimana nella sola capitale hanno chiuso le porte. Comprendendo tuttavia che per alcune persone che partecipavano al programma queste riunioni erano questione di vita o di morte, AA è subito passata al digitale, adattandosi molto più velocemente di molte aziende nello spostare le riunioni dagli spazi fisici di case e chiese agli spazi virtuali di Zoom e Skype. Un vantaggio era che alle riunioni online poteva prendere parte un maggior numero di persone, fino a 40 partecipanti da ogni area del paese per ogni singola seduta. Ma non tutti i membri della comunità di sobri vanno alle riunioni.

Socializzare riempiva gran parte della mia vita prima della sobrietà. Lavoravo nell’industria dello spettacolo, che comportava alti livelli di socializzazione. Le riunioni si facevano bevendo un drink, i contratti si stipulavano nei privè bui di club esclusivi, e stare “fuori” per me era molto più normale che stare dentro. Ai tempi delle feste, non ho ricordi di aver passato due giorni di fila in casa. Mai. E la mia vita da sobrio non era meno attiva.

All’inizio del mio percorso verso la sobrietà, ero andato a prendere un caffè con un amico, il DJ Fat Tony, una persona che è diventata un grande esempio di riabilitazione dall’alcolismo, e gli avevo chiesto che diavolo avrei dovuto fare di tutto quel tempo che avevo improvvisamente a disposizione da quando avevo abbandonato la vita da festaiolo. D’un tratto, ventiquattr’ore sembravano un tempo molto, molto lungo. Mi aveva detto di considerare tutte quelle nuove ore una benedizione, un tempo da usare per vivere – ed era esattamente quello che avevo fatto. Ogni giorno prendevo una penna e scrivevo tutto quello che volevo fare, dal provare un nuovo caffè sulla strada per andare al lavoro a iscrivermi a un nuovo bizzarro corso in palestra. Quella tecnica di riempire tutto il tempo che avevo correndo in giro a fare cose funzionava, per me. Perdere quella via di fuga è stata dura.

Solo in mezzo a una folla

Nel periodo in cui l’unico modo di socializzare era attraverso uno schermo, questo significava sempre guardare persone che bevevano. Per chi non beveva, i cocktail party su Zoom e i Quarantini all’ora di pranzo spesso sembravano una cosa di cui non potevamo far parte, il che aumentava il senso di isolamento che la pandemia ci procurava. 

Ho provato a fare dentro alcune delle cose che facevo fuori, con poco successo. Dopo giorni di ricerche, sono riuscito a procurarmi un paio di kettlebell e una Cyclette, ma allenarsi a casa non era la stessa cosa che andare in palestra. Ho scoperto che odio cucinare. Un giorno in cui ero particolarmente giù di morale ho ordinato un vaporizzatore per olio CBD su Amazon, ma stare seduto da solo in salotto a fumare una batteria mi sembrava imbarazzante proprio come temevo sarebbe stato.

Foto Jamie SpenceWoman working from home at night
Foto Jamie Spence
Photography Justin Paget

Gli ultimi mesi sono stati un’altalena di emozioni. C’erano giorni in cui mi sentivo soddisfatto e fortunato a non dover affrontare la più grande crisi della mia vita intrappolato in casa con i postumi da sbornia. Altri in cui invece quella lucidità metteva in luce il fatto che non c’era più un posto per nascondersi. Non potevi più staccare il cervello dopo un paio di bicchieri di vino, il flusso di cattive notizie era incessante e non avevi niente per attutire il colpo. Sapere che altri l’avevano, che fosse sano o no, mi faceva sentire alquanto invidioso. Ma l’emozione più grande con cui ho dovuto lottare è stata la sensazione costante di essere tagliato fuori; è stata dura, molto più dura di quanto fosse mai stata la sobrietà prima del Covid-19. Ora che il lockdown si è allentato e il mondo lentamente riparte, quella sensazione non se ne va. I drink su Zoom sono diventati drink al parco. E i nuovi discorsi sono “Quali bar hanno riaperto?”. Tutte cose di cui non mi sento parte.

Il Coronavirus ha spinto molte persone a farsi domande importanti sul proprio rapporto con l’alcol. Mentre alcuni si chiedono se non abbiano bevuto troppo negli ultimi mesi, il Sud Africa ha bandito le vendite di alcolici per impedire che gli ospedali venissero inondati di ricoveri collegati all’alcol. Durante il lockdown ho fatto il record di 600 giorni senza alcol e posso dire con assoluta certezza che è stato il periodo più difficile del mio percorso verso la sobrietà. Quella sensazione di non essere invitato alla festa ha scatenato problemi che ci ho messo molto a risolvere. Ma adesso che si sta tornando a una sorta di normalità, sono grato di non dover affrontare la pandemia globale con i postumi da sbornia.



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Le borse ecosostenibili sono un must, non solo per l'estate 2020. La scelta di materiali naturali e provenienti da produttori certificati e sostenibili, la scelta di dettagli capaci di realizzare un'economia circolare, la valorizzazione dell'artigianalità e il supporto ai lavoratori con una paga equa, la promozione di territori e popolazioni… sono diverse le caratteristiche che rendono le borse ecosostenibili. 

Ecco una selezione di tre brand internazionali da conoscere assolutamente. La borsa, infatti, è l'accessorio imprescindibile per completare qualsiasi look: a secchiello o in versione zaino, a tracolla o shopping bag, pouch o tote, bauletto o postina, oppure per la sera minaudière e baguette, non c'è designer che non si sia messo alla prova con la borsa. I tre brand che vi presentiamo trasformano un oggetto bello e indispensabile in una scelta per l'ambiente, oltre che per il proprio look. 

Mati

Maria Josè Germano ha raccolto intorno a sé una community creativa che lavora perché la moda sia più circolare e sostenibile. L’utilizzo di materiali ecosostenibili permette di ridurre drasticamente l'impatto sull’ambiente: le fodere sono realizzate in cotone biologico e canapa -  una delle piante più efficienti nel convertire biossido di carbonio in ossigeno - l'ecopelle è trattata ad acqua e le tracolle sono create con un nastro realizzato con filato in poliestere riciclato.

Zoé de Huertas

Il brand Zoé de Huertas è stato lanciato all'inizio del 2020 con l'idea di creare borse in pelle chiare e pratiche con un'estetica elegante e senza tempo. Ogni borsa è realizzata a mano in un'officina a conduzione familiare a Roma, le cui conoscenze sono state tramandate di generazione in generazione, utilizzando materiali sostenibili, e imballaggi prove di plastica.  

AAKS

Akosua Afriyie-Kumi è la creatrice di AAKS, in Ghana. Il brand firma borse in raffia prodotte eticamente a mano in Ghana. È tra i brand protagonisti di Industrie Africa.

Moda africana: sette designer parlano dell'impatto dell'epidemia 
AAKS
AAKS
AAKS
AAKS
Allëdjo
Allëdjo
Allëdjo
Allëdjo
Maxhosa
Maxhosa
Maxhosa
Maxhosa
Lafalaise Dion
Lafalaise Dion
Daron BandeiraLafalaise Dion
Lafalaise Dion
Sidai Designs
Sidai Designs
Sidai Designs
Sidai Designs
Tzar
Tzar
Tzar
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Zaaf Collection
Zaaf Collection
Joey LZaaf Collection
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Joey L


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Beyoncé, 38 anni, ci ha dimostrato la sua genialità fin dall’uscita di No, No, No delle Destiny’s Child nel 1997, e in occasione dell'uscita di Black Is King – il nuovo visual album ispirato a Il Re Leone su Disney+ dal 31 luglio – è evidente che il suo potere sta tutt’altro che diminuendo. Nel 2014, è stata al vertice della lista di Time magazine dei personaggi più influenti e nel 2018 il programma della BBC Radio 4 Woman’s Hour l’ha nominata donna più potente della musica. Tra le sue hit, Formation, If I Were a Boy, Crazy In Love, Baby Boy e molte, molte altre.

Nel suo ultimo decennio di carriera, Beyoncé è entrata sempre di più nella sfera politica, trasponendo le ideologie di scrittrici come Chimamanda Ngozi Adichie e Audre Lorde nei suoi video musicali. La veemenza delle sue posizioni più esplicite degli ultimi anni è stata oggetto sia di celebrazione che di critica. Ma, da qualsiasi parte stiate, ecco le nove ragioni per cui i 23 anni di carriera della superstar sono socialmente, politicamente e culturalmente rilevanti e perché la cantante ha acquisito un potere enorme come attivista per il cambiamento.

1. Non smette mai di evolversi

È facile dimenticare che Beyoncé è passata attraverso numerose iterazioni durante la sua vita pubblica. L’era di Queen Bey ha coperto per ora tre decenni e la star ha brillato dalla sua prima girl band, le Girl’s Tyme, in mimetica durante gli anni di Survivor con le Destiny’s Child, fino ad arrivare quella performance al Coachella nel 2018.

Con gli anni, si è evoluta anche la sua personalità, da adolescente timida fino ad arrivare a ringraziare una presentatrice per aver puntualizzato che comunque, lei era Beyoncé, le sue shade compilation su YouTube sono ormai un genere a sé. Non ci stanchiamo mai neanche dei video buffi delle Destiny’s Child, come quello in cui viene chiesto loro in quale animale si trasformerebbero, se potessero (Beyoncé aveva scelto una balena, per vostra informazione, un attimo prima di gelare con lo sguardo Michelle per una battuta spinta).

2. Innova sempre

Nel corso della sua carriera, Beyoncé ha essenzialmente sparigliato le carte in molti modi. Nel 2013, è stata ampiamente riconosciuta come la pioniera dell’ ‘album drop’ quando ha fatto uscire il suo quinto disco, Beyoncé, senza annunciarlo. Abbiamo tutti perso la testa. Una dissezione del suo matrimonio con Jay-Z, questo album raffinato e sensuale era anche una più aperta e personale celebrazione della sua sessualità. Il disco ha anche lanciato nel mainstream l’idea del ‘visual album’ – ogni singola canzone era accompagnata da un cortometraggio.

Il suo approccio alla musica è incredibilmente stratificato. Homecoming di Beyoncé è stato ribattezzato dai critici del New Yorkergesamtkunstwerk’, o un’opera ‘totale’, che comprende musica, arti visive, teatro, spettacolo, danza, ecc. Come si è visto al Beychella, la Sig.ra Knowles ha iniettato innovazione, energia, spettacolo e politica nella performance live - ogni pausa era un cambio di arco narrativo, costumi e coreografia.

3. Ha una fanbase devota

La star si è costruita una fanbase fedelissima nel corso degli anni. Nel 2011, i più infervorati tra i fan si sono ribattezzati ‘BeyHive’ e hanno presto mostrato di essere una forza su cui può contare. È a causa loro che procurarsi dei posti ai suoi concerti è quasi impossibile: nel 2016, l’annuncio del tour di Formation ha fatto collassare il sito di B prima di vendere un milione di biglietti in 48 ore.

Quello del 2013 The Mrs. Carter Show World Tour è stato il più grande successo di tutti i tempi. Il gruppo di superfan si è dimostrato davvero tosto, specialmente rispetto alle critiche. Nel 2015, Kid Rock ha fatto la scelta infelice di criticare la musica e l’aspetto della star (dichiarando: “Per me Beyoncé non ha ancora una fottuta Purple Rain”) e gli Hive si sono immediatamente avventati sui suoi canali social, inondando le sezioni dei commenti con infiniti emoticon di api. Per tormentare ulteriormente il cantante rock, i fan si sono segnati la data e, da quel momento, hanno reso l’infestazione di api social un affair annuale. I critici della Regina vengono spesso avvertiti con un “non far arrabbiare i BeyHive”.

4. Impegno politico e sociale

Bey ha dimostrato di non aver paura di affrontare questioni sociali e politiche. Nel febbraio 2016, la star ha pubblicato Formation, una canzone in cui Beyoncé riconosce e celebra esplicitamente la blackness con testi come, “Mi piacciono i miei baby hair e i miei capelli afro / Mi piace il mio naso negro con le narici Jackson Five”. Il video della canzone, che ha vinto un Grammy come Miglior Video Musicale, faceva riferimento anche all’uragano Katrina e alle proteste di Ferguson.

Beyoncé esegue la canzone dal vivo al Super Bowl 50 Halftime Show il giorno dopo l’uscita, accompagnata da ballerini con capelli afro e berretti delle Pantere Nere, in chiaro supporto al movimento Black Lives Matter. “Il contro della canzone è ricordarci che la giustizia economica è una componente chiave del processo di liberazione”, ha twittato l’attivista per i diritti civili DeRay McKesson dopo la performance.

5. Fama e ricchezza senza precedenti

Nell’anno 2020, Beyoncé è una delle artiste più riconosciute al mondo. Ed, essendo una delle celebrità più pagate del pianeta, con una manciata di Grammy, case da milioni di dollari e una linea di abbigliamento che porta il suo nome, il suo valore è stimato per 400 milioni di dollari.

Certamente, l’approccio della cantante al denaro le è valso anche delle critiche: nel testo di Formation ci sono espressioni come “la migliore vendetta è quello che hai”, e in un articolo molto critico su Lemonade l’attivista e autrice Bell Hooks descrive l’album come una “macchina da soldi capitalista allo stato puro”. Questo ha portato molti fan anti-razzisti a chiedersi: come influisce la ricchezza della star sulla sia visione politica?

Beyoncé: 10 sue canzoni (meno conosciute) da ascoltare adesso
A pochi giorni dall’uscita del nuovo album “visual” Black is King alla fine di luglio, passiamo in rassegna il vecchio repertorio di Queen B
6. Filantropia

Non tutti i soldi dell’artista, o quelli del marito Jay-Z, anche lui miliardario, restano a ingrassare i loro conti in banca. Queen Bey ha spesso tirato fuori il portafoglio nei casi di crisi sociali e disastri. Ha creato la Survivor Foundation nel 2005 con la compagna di Destiny’s Child Kelly Rowland in risposta all’uragano Katrina, e durante la pandemia ha donato 6 milioni di dollari a servizi di salute mentale.

Ha inoltre creato un ente di beneficienza a suo nome - BeyGOOD — che, tra le altre cose, offre borse di studio universitarie, acqua potabile per comunità all’estero, test e assistenza per il coronavirus. Ha anche due borse di studio a suo nome. Come riconoscimento di questo lavoro, Beyoncé ha ricevuto il BET Humanitarian Award nel 2020.

7. Creare piattaforme per la cultura e la storia dei neri

Un aspetto rilevante della performance di Beyoncé al Coachella, che ha definito la sua carriera, immortalato nel documentario making-of Homecoming, è la quantità di accenni a scrittori, studiosi, musicisti e attivisti neri. Lo spettacolo torna più volte sul tema delle università storicamente nere e sull’importanza di un’istruzione condotta dai neri, e fa riferimento al lavoro di scrittrici femministe nere tra cui Chimamanda Ngozi Adichie, Audre Lorde e Maya Angelou.

Beyoncé backstage at Coachella, 2018.
Beyoncé backstage at Coachella, 2018.
Courtesy of Parkwood Entertainment

Per quel che riguarda la musica, si trovano pezzi di storici artisti neri, da Sister Nancy a Frankie Beverly, remixati e rielaborati negli accompagnamenti. Il tutto pare in linea con il crescente impegno dell’artista nelle questioni sociali – dopo tutto, il riconoscimento del contributo delle persone nere alla cultura e alla storia, è un atto politico.

8. Il potere comporta grandi responsabilità

Se da un lato è stata elogiata per il modo in cui ha incorporato la blackness al suo lavoro, dall’altro è stata messa sotto attento scrutinio. Circa il nuovo disco Black Is King, alcuni membri della diaspora africana hanno espresso preoccupazione sull’eventualità che il visual album possa potenzialmente offrire una rappresentazione sbagliata della cultura africana.

Lo user di twitter @kayechukwu ha descritto alcune immagini dell’album come un “Wakanda nonsense”, sottolineando che l’Africa è un continente molto diversificato composto da 54 paesi. “Beyoncé è un’artista straordinaria, ma c’è da puntualizzare”, dicono. Altri hanno sottolineato anche che l’album non arriverà sugli schermi del continente nero e che la star non si esibisce in Africa.  

9. Un’etica del lavoro incrollabile

A 38 anni, Beyoncé Giselle Knowles-Carter ha tre figli, è attiva da più di due decenni e le sue attività non accennano a diminuire. Infatti, sta intensificando il suo lavoro. Abbiamo citato il Beychella nel 2018: nel 2019 ha prodotto Homecoming, in cui racconta come ha iniziato le prove appena dopo aver partorito due gemelli. Quell’estate è apparsa nel ruolo di Nala nel remake Disney de Il Re Leone la cui colonna sonora è uscita come album. Quest’anno ha registrato nuovi record, tra cui il remix primo in classifica di Savage, di Megan Thee Stallion e il singolo uscito per Juneteenth Black Parade, i cui profitti sono stati devoluti al Black Business Impact Fund del suo ente BeyGOOD.

Beyoncé and Tina Knowles-Lawson in Houston, Texas, with BeyGOOD post-Hurricane Harvey relief in 2017.
Beyoncé and Tina Knowles-Lawson in Houston, Texas, with BeyGOOD post-Hurricane Harvey relief in 2017.
Courtesy of Parkwood Entertainment

Parallelamente al singolo, Bey ha pubblicato una directory online di esercizi commerciali di proprietà di persone nere che ha chiamato the Black Parade Route e il giorno della festa della mamma ha percorso le strade di Houston con sua madre Tina Knowles, per aiutare la comunità afro-americana a ottenere i test per il Covid-19. Oltre a questo, ha fatto pressioni sul governatore del Kentucky per l’arresto degli assassini di Breonna Taylor, è stata premiata dal BET e ha partecipato con i BTS al discorso agli studenti laureandi del 2020 del presidente Obama.

Che siate membri certificati dei BeyHive o che non crediate nella divina, l’influenza culturale di Beyoncé non si può mettere in dubbio. È una delle musiciste più importanti di una generazione.

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L’album di Beyoncé ispirato al Re Leone, Black Is King, è uscito 31 luglio 2020



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Suad Amiry è una degli otto grandi scrittori a cui Vogue Italia ha chiesto di aprire il loro cuore e raccontare la felicità per il numero di Luglio/Agosto.

“Come sempre davanti a grandi catastrofi quali le guerre, la maggior parte delle persone ha creduto (o sperato) che il mondo post-coronavirus sarebbe stato diverso da quello che conosceva” (Suad Amiry)

Scrittrice e architetto palestinese, vincitrice del Premio Viareggio, Suad Amiry (1951) ha pubblicato “Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea” (Mondadori).

Premio Pulitzer per la narrativa nel 2018 con “Less” (La nave di Teseo), lo statunitense Andrew Sean Greer (1970) vive tra San Francisco e Milano. Ecco la sua voce mentre racconta “Nel tempo”, il suo racconto breve pubblicato su Vogue Italia:

Statunitense e nato nel 1961, David Leavitt ha raggiunto il successo nel 1984 con “Ballo di famiglia” (Mondadori); è in libreria con il suo nuovo romanzo,“Il decoro” (SEM). Ecco la sua voce mentre racconta Cuorcontento, il suo racconto breve pubblicato su Vogue Italia:

Magazine
This is how they see us
From enjoyable memories to disenchanted critical analyses, four internationally famous writers from outside of Europe – who have lived here for short or long periods – discuss what most strikes, fascinates and bothers them about the Old Continent. With their nostalgic or satirical style, they speak of its social rituals, idiosyncrasies and current problems through poetic or narrative explorations. Ultimately, what brings them together is a sentiment: a profound, sometimes tormented love for Europe. The symbol of a culture that today seems to be fading but that hasn’t yet died out.

Il direttore Emanuele Farneti racconta nel suo editoriale “Una parola” come “torniamo a fare quello per cui giornali come il nostro sono nati e hanno navigato per decenni in acque placide ma anche tempestose. Cioè ricercare, selezionare e poi raccontare il bello”.

Ecco la voce del direttore mentre racconta il senso del nuovo numero del nostro giornale:

Ed ecco anche la versione in inglese dell'editoriale:

Se volete poi ascoltare la storia della traversata dell' Oceano Atlantico del transatlantico Cristoforo Colombo, che nel 1956 ha portato a New York otto modelle di nobili origini a rappresentare altrettante case di moda, capitanate da Giambattista Giorgini, l'organizzatore delle prime sfilate in Italia, scoprirete il primo podcast della serie "Fashion Tales":

Fiabe per bambini in versione podcast da ascoltare? Vogue Italia ve ne racconta di inedite, come questa scritta in esclusiva per Vogue Italia e Parlamento Europeo - Ufficio di Milano da Simone Tempia, inventore del maggiordomo immaginario Lloyd divenuto un caso letterario per i suoi dialoghi arguti con l'autore. La fiaba, pubblicata sul numero di giugno di Vogue Italia e letta dall'autore stesso, racconta di come la forza dell'Europa stia nella collaborazione e nella capacità di sentirsi uniti:

Agnese Bizzarri, scrittrice di libri per bambini, ha immaginato nella fiaba pubblicata in esclusiva su Vogue Italia di Giugno e illustrata da Falk Gernegross per raccontare la collezione primavera estate 2020 di Celine by Hedi Slimane, una storia tra uccellini e sogni, viaggi e ricordi: ascoltatela nel podcast con la voce originale dell'autrice:

Cappuccetto Rosso è una tra le fiabe per bambini popolari più celebri al mondo, soprattutto nelle versioni di Perrault e dei fratelli Grimm.  Per Vogue Italia di giugno, il numero speciale dedicato ai bambini, la fiaba cambia e il cappuccetto diventa Rosa. La versione pop e moderna di Cappuccetto Rosso è firmata dalla scrittrice Paola Mastrocola: nel mese in cui esce il suo nuovo libro “Il diario della talpa” (La nave di Teseo), scritto durante il lockdown, Paola Mastrocola ha letto per noi la sua favola in cui un cappuccetto diventa rosa e un lupo-sarto è buono.

Per comprendere meglio il percorso che ha reso Vogue quello che è ora, ecco il podcast della Photo Editor di Vogue Italia e L'Uomo Vogue Chiara Bardelli Nonino. Dalla Prima Guerra Mondiale, quando la rubrica Smart Fashion for Limited Incomes diventa Fashions On A War Income,  a Audrey Withers diventata editor in chief di British Vogue nel 1940, a Lee Miller, che ha firmato alcuni degli scatti più forti pubblicati sulla rivista, compresi gli orrori dei campi di concentramento, fino alle scelte di Vogue Italia dei tempi recenti, come la copertina bianca del numero di Aprile:

In tema di moda sostenibile, a dieci anni dal termine imposto dall'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, e in modo particolare in un momento storico come quello che stiamo vivendo di crisi per il coronavirus, ci siamo chiesti che abiti e accessori popoleranno il guardaroba nel 2030. Partite con noi per un un viaggio, in cinque tappe, nella moda sostenibile che popolerà il nostro guardaroba nel 2030:

Agli amanti del mondo beauty è dedicata invece l'intervista a Linda Cantello,  International make-up artist Giorgio Armani Beauty,: el podcast di Vogue Italia in cui si racconta in conversazione con Susanna Macchia, caporedattore Vogue Italia e L'Uomo Vogue e anima del Beauty in Vogue.

A inaugurare la Serie Beauty in Vogue era stato Gian Luca Perris di  Perris Monte Carlo in conversazione con Valentina Debernardi.  Il primo podcast ha aperto la sezione "Profumi da sentire", una rubrica dedicata a incontri con i più importanti protagonisti della profumeria internazionale:

Sapevate che il signor Levi Strauss non ha mai indossato un paio di denim jeans, pur avendoli brevettati? E che ogni secondo nel mondo ne vengono vendute 60 paia? Che cosa rappresenta la data 20 maggio 1873 per i jeans? E come mai a Bing Crosby rischiò di vedersi negata una stanza di hotel? Vi siete mai chiesti che suono ha il denim? E come si può riconoscere un Levi's, un Lee e un Wrangler semplicemente guardando un pezzo di tessuto?

Ecco sei curiosità che forse non sapete sul mondo del denim e del jeans: due termini che, come scoprirete ascoltando il nostro podcast, non sono stati sempre sinonimi (e per i puristi non lo sono ancora).

Ancora in cerca di qualcosa di bello da ascoltare?

Ecco altri 10 podcast consigliati da ascoltare a casa.

Al link speaker.com/user/vogueitalia trovate tutti i podcast di Vogue Italia: ogni giovedì sveleremo altre tracce da ascoltare. Preparatevi a "un’esperienza sorprendente e immersiva nel mondo di Vogue Italia, che nella sua nuova formula ha scelto di usare anche le parole, e non solo l’immagine, per raccontare la magia della moda e dei suoi protagonisti", come ha spiegato in occasione del lancio del progetto il direttore Emanuele Farneti.



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Il percorso stilistico di AC9, il brand di Alfredo Cortese, continua all'insegna della femminilità e della massima attenzione ai dettagli. 

Fondato nel 2019, il brand è interamente realizzato in Italia ed è uno dei finalisti dell'edizione 2020 di Who is On Next? 

Abbiamo incontrato il creativo: 

Che cos'è la moda per te?

Ho sempre trovato la moda una forma di arte contemporanea capace di attirare la mia attenzione. E’ sicuramente un mezzo di espressione forte e potente, una punteggiatura per la personalità. Come tutte le forme d’arte, dona emozioni, crea rottura e fa parlare di sé. Confesso che provo molto fastidio quando, per un luogo comune, la moda viene considerata superficiale ed effimera, capace solo di aumentare l’ego delle persone che la seguono. Il dietro le quinte è tutto tranne che superficiale, credo che forse bisognerebbe comunicarla diversamente.

Che cosa ti aspetti da questa finale? e cosa rappresenta per te la finale di Who is on Next?

Sicuramente un confronto, che non fa mai male a nessuno. Soprattutto per brand giovani che hanno ancora tanto da costruire, permette un’analisi, anche personale sugli obiettivi da raggiungere. È anche un riconoscimento professionale. Mi aspetto fervore, energia, sana competizione e tanta emozione nel vedere la mia collezione su una passerella per la prima volta. Sono molto impaziente, e sicuro che l’esperienza della finale mi lascerà un segno indelebile.

Tre pezzi che non dovrebbero mancare nel guardaroba di una donna:

Una gonna elaborata, quasi couture, da abbinare con una camicia oppure un maglioncino basico. Un abito tinta unita, come una tela bianca per accessori e calzature fuori dalle righe. Un cappotto oversize, da usare come una vestaglia metropolitana, un look rilassato e adatto a vari momenti della giornata.

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Siamo nel pieno della stagione dei saldi e, prima di fare acquisti azzardati convinti di fare l'affare del secolo, vi suggeriamo di leggere la nostra guida sulle sneakers uomo 2020 da acquistare con gli sconti online.

Sneakers bianche Valentino GaravaniValentino
Valentino Garavani
Gorunway

Il modello firmato Valentino Garavani è caratterizzato dal logo VLTN ricorrente nelle ultime collezioni maschili di Pierpaolo Piccioli; nella variante in bianco e nero la sneaker non passerà di moda con la fine della stagione, inoltre la tomaia di pelle sarà impermeabile all'arrivo delle prime piogge autunnali.

VersaceVersace
Versace
Gorunway

La sneaker Squalo vista in passerella con l'ultima collezione uomo Versace si distingue per la suola oversize bicolore, il design ondulato della tomaia e l'inconfondibile motivo greca della maison. È tra le scarpe di punta del 2020 e alcuni modelli sono già in saldo online sul sito ufficiale versace.com.

GivenchyGivenchy
Givenchy
Gorunway

Il nuovo modello Spectre di Givenchy (che vi avevamo segnalato in questa selezione di scarpe uomo per il 2020) è come un guanto che avvolge il piede fin sopra la caviglia. La tomaia morbida di nylon è impermeabile ma traspirante, caratterizzata da elementi ispirati dall'abbigliamento outdoor e una suola a carroarmato.

Altre sneakers uomo da cercare in saldo Acne StudiosAcne Studios
Acne Studios
Gorunway

La sneakers uomo Acne Studios N3W si distingue per una tomaia in mesh che lascia intravedere la calza o il piede. Il modello già rintracciabile in saldo su alcuni siti online (come ssense.com) è la scarpa del brand anche per la prossima stagione. La sua ultima versione in pvc trasparente è attualmente sold out sul sito ufficiale acnestudios.com.

Marcelo Burlon County of MilanMarcelo Burlon
Marcelo Burlon County of Milan
Gorunway

Il modello C-Run 3000 di Marcelo Burlon da cercare in saldo è quello color blu Klee, nuova tinta scelta dal designer come colore distintivo del suo brand County of Milan. Cercando online si possono trovare scontate quasi a metà prezzo.

Off WhiteOff White
Off White
Gorunway

L'ultima sneakers uomo 2020 che vi proponiamo nella nostra selezione di scarpe da cercare ai saldi online è un modello firmato Off White. Una provocazione per i seguaci di Virgil Abloh che saranno consapevoli della probabilità di trovare la sneaker a un prezzo maggiorato su qualche sito si reselling, piuttosto che in sconto come sognerebbero.

English text at this link



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Sales season is in full swing but, before buying on impulse thinking we are making the bargain of a lifetime, we recommend you take a look at our guide to the best men’s fashion sneakers to buy online in the sales.

White Sneakers Valentino GaravaniValentino
Valentino Garavani
Gorunway

The sneakers from Valentino Garavani feature a VLTN logo, a recurring element in the recent menswear collections by Pierpaolo Piccioli. The monochrome style will not go out of fashion at the end of the season, and the leather waterproof design will come handy under the first autumnal rains.

VersaceVersace
Versace
Gorunway

The Squalo sneaker we spotted on the Versace men’s runway stands out for its two-tone sole, the wavy design and the signature greek motif of the house. The Squalo is among the most coveted shoes of 2020 and some of the styles are already for sale at a reduced price on the house’s official website versace.com.

GivenchyGivenchy
Givenchy
Gorunway

The new Spectre sneakers from Givenchy (already featured in our edit of men’s shoes for 2020) is like a glove enveloping the foot up to the ankle. The soft nylon upper is waterproof yet breathable and features a grip sole and elements inspired by outdoor apparel.

Other men’s fashion sneakers to look for in the sales online Acne StudiosAcne Studios
Acne Studios
Gorunway

The N3W men’s sneakers from Acne Studios feature a mesh upper that shows through the foot or the sock. The design is already available at a reduced price on a number of websites (see ssense.com) and is the brand’s offering also for the next season. Its latest sheer PVC edition is now sold out on the label’s official website acnestudios.com.

Marcelo Burlon County of MilanMarcelo Burlon
Marcelo Burlon County of Milan
Gorunway

The C-Run 3000 design from Marcelo Burlon to look for in the sales comes in Klee blue, which the designer has chosen as County of Milan’s new distinctive shade. You might even found them on sale online at (almost) half the price.

Off WhiteOff White
Off White
Gorunway

Finally, the last 2020 men’s sneakers we suggest to look for in the online sales is an Off White design, a provocation for all Virgil Abloh fans who are aware they might find the shoes at a higher price on some reselling portal, and not discounted, as they probably dream of.



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Martedì 4 agosto un paio di esplosioni hanno scosso Beirut, il secondo abbastanza grande da essere sentito a 150 miglia di distanza, a Cipro. La causa delle esplosioni nella capitale del Libano è ancora da definire in questo momento, ma le conseguenze sono già visibili a tutti e sono pesanti. Oltre alla morte di almeno 100 persone e al ferimento di oltre 4.000, le esplosioni hanno anche danneggiato diverse strutture in tutta la città - richiedendo l’evacuazione di almeno 300.000 persone già a partire da mercoledì - e hanno reso non commestibile una grande quantità di scorte alimentari.

È difficile sapere cosa fare quando una tragedia di questa portata colpisce l’umanità, ma ci sono sempre tanti modi di aiutare. Hamad Hasan, ministro della sanità del Libano, ha affermato che il paese "sta esaurendo tutto il necessario per salvare" e curare le vittime. Di seguito, allora un elenco di modalità per aiutare a ridurre la sofferenza delle persone colpite dalle esplosioni di Beirut.

Croce rossa libanese: questa unità di pronto intervento offre soccorso alle vittime delle calamità naturali e umane e sta cercando da subito di raggiungere il luogo dell'esplosione per curare i feriti

Impact Lebanon: questa organizzazione non profit sta attualmente supportando i primi soccorritori che sono corsi in aiuto dei feriti dell’esplosione.

Save the Children: questo ente di beneficenza si concentra sui più giovani. I loro uffici sono stati danneggiato dall'esplosione, e hanno recentemente lanciato una richiesta di donazioni, con il direttore della sede libanese, Jad Sakr, che ha affermato: "È vitale che i bambini e le loro famiglie abbiano accesso ai servizi di prima necessità, comprese le cure mediche e la protezione fisica ed emotiva ".

BASSMA: Questa organizzazione non profit si dedica a sradicare la povertà e l'ingiustizia economica in Libano attraverso la fornitura di pasti, prodotti sanitari, istruzione, lavoro di corrispondenza e altro ancora.

Baytna Baytak: questa associazione di beneficenza, che ha fornito alloggi gratuiti agli operatori sanitari durante la pandemia di COVID-19, sta ora lavorando con Impact Lebanon per fornire rifugio alle persone sfollate a seguito delle esplosioni.



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Watchmen e The Marvelous Mrs. Maisel  sono le serie del 2020 con più nomination agli Emmy

Ma se non le avete seguite durante l'anno e se non volete lanciarvi in un binge-watching da oggi alla cerimonia di premiazione del 20 settembre su tutte le stagioni di ambedue le serie, quali sono gli episodi imperdibili da guardare per avere un'idea del perché di tutto questo clamore?

Negli anni,  alcuni episodi classici come quello del funerale di Chuckles il Clown di Mary Tyler Moore, la Scommessa in Seinfeld, o la puntata sul Thanksgiving di Master of None scritta da Lena Waithe sono entrati negli annali della storia della televisione. Anche queste due serie hanno degli episodi cardine? La risposta ci arriva dalla lista completa delle nomination della The Television Academy che ci mostra quali episodi hanno ricevuto maggiore approvazione  (ogni serie manda sei episodi alla giuria, mentre gli attori inviano una puntata solamente per mostrare le loro performance).

Osservando l'intera lista di 60 pagine di nomination in tutto il suo splendore, ho notato alcuni ulteriori episodi che fanno capolino più e più volte in una serie di categorie. Ecco, i migliori episodi delle serie tv dell'anno, secondo l'opinione di chi ha stilato le nomination agli Emmy. 

RuPaul’s Drag Race, “I’m That Bitch”

Tutti in piedi per le regine della premiere della 12esima stagione, nella quale il giudice ospite Nicki Minaj (rossa rossissima dalla testa ai piedi) presiede una lip-synch battle su Starship  per scrivere ed esibirsi e presenta la sfida di riscrivere ed esibirsi (e ballare) sul suo pezzo originale. (Citando Widow VonDu: "Girls get mad when they look at these thighs / They rub together like they harmonize."). Nomination per i vestiti, contemporary hairstyling, trucco, regia e altro questo questo catwalk ai brillantini è RuPaul's Drag Race al suo meglio.

Succession, “This Is Not for Tears”

Sia Jeremy Strong che Nicholas Braun (alias Kendall Roy e Cugino Greg) —che sono nominati rispettivamente come miglior attore e attore non protagonista — hanno presentato la loro candidatore con questo finale della seconda stagione, secondo GoldDerby; la puntata anche ricevuto apprezzamenti per la regia, il montaggio e la colonna sonora. Il raffinato drama tra le altre cose contiene:: la testimonianza di Greg al Senato; la vacanza in yacht della famiglia Roy attraverso il Mediterraneo (con notevoli confronti con Below Deck) con annesso triangolo amoroso in alto mare con Shiv e Tom protagonisti; e, naturalmente, la conferenza stampa in cui Kendall sgancia una notizia bomba che colpisce l'impero familiare.

The Marvelous Mrs. Maisel, “Comedy or Cabbage”

I vestiti del periodo rosa sono praticamente un personaggio a se stante nello spettacolo tanto amato dagli Emmy, e forse lo sono più che mai in questo episodio in cui Midge e la compagnia si trasferiscono a Miami Beach. I costumi e il trucco in questa puntata sono giustamente tra le 20 nomination dello show, ma lo è anche la regia e, per la guest star Luke Kirby che veste i panni di Lenny Bruce, che riemerge e condivide una notte al calor bianco (più di tensioni che di azioni) con Midge. Nel caso ve lo foste perso: c'è una scena particolarmente notevole in un club cubano.

Saturday Night Live hosted by Eddie Murphy

In questo dicembre 2019, il Saturday Night Live pre-pandemia è stato condotto da uno dei più grandi di tutti i tempi   — ritornato al SNL per la prima volta dal 1984 — , con momenti storici come il ritorno di Gumby durante Weekend Update e “Home for the Holidays”, una sorta di Indovina chi viene a cena? al contrario, in cui il fidanzato bianco della figlia di Murphy è trattato come un uomo strano. Insieme alle successive edizioni di SNL at Home, è tra gli episodi più indimenticabili dell'anno, e ha al suo interno una nomination per Murphy nella categoria di attore ospite in una serie comica, in lotta con Kirby e Brad Pitt per i suoi tre minuti nei panni del Dr. Anthony Fauci.

The Crown, “Aberfan”

Basato su una tragedia vera che ha causato 144 morti nel 1966, questo episodio dalle tinte dark sul crollo di una montagna di rifiuti di carbone nel villaggio gallese di Aberfan è un episodio straziante e visivamente potente che assomiglia più a un film di Hollywood che a un episodio di una serie tv. Approfondisce anche uno dei temi chiave dei Reali immaginari (e reali): la tendenza a sopprimere le emozioni e, nello specifico, il dolore. (La Regina Elisabetta impiegò più di una settimana a visitare Aberfan dopo il crollo, prefigurando, forse per alcuni spettatori, la sua risposta pubblica piuttosto lenta alla morte della principessa Diana tre decenni dopo.)

Watchmen, “It’s Summer and We’re Running Out of Ice”

L'adattamento HBO dell'acclamata graphic novel si è conquistata gli Emmy al primo sguardo. Questo episodio della premiere compare in tutta la lista delle nomination, incluse le nomination alla regia e il production design. In esso, l'attacco del Ku Klux Klan a Tulsa - girato nell'anniversario del massacro davvero avvenuto nel 1921 - getta le basi per una stagione di sbalorditivo dramma distopico, con Regina King nel ruolo del detective sotto copertura Sister Knight e Don Johnson che interpreta il capo della polizia. Un setting poi passato alle cronache con incredibile precognizione per il raduno elettorale del Presidente Trump durante le proteste contro il razzismo. 

Cheer, “Daytona”

Cheer non è stato solo uno dei binge-watch definitivi dell'anno, ma anche sei volte candidato agli Emmy, anche nella categoria  miglior unstructured reality show,. L'episodio più volte segnalato agli Emmy è stato anche pieno di "grida di incoraggiamento", lacrime (sia nello schermo che, siamo onesti, fuori), e di un trionfo con il il finale in cui la squadra di Navarro si consacra alle nazionali di Daytona. Riprendere quelle coreografie e fare il sound editing di quei momenti pieni zeppi di urla ha richiesto innegabilmente un talento a livello Emmy.

Questo articolo è originariamente uscito su Vogue.us.



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Fan di Sarah Paulson, gioite: l'attrice è al centro della scena in una nuovissima serie Netflix prodotta da Ryan Murphy che segue la vita dell’infermiera Ratched di Qualcuno volò sul nido del cuculo, indimenticabile e terrificante!

“Avevamo un modo di dire nella nostra organizzazione. Salva una vita e sei un eroe. Salvare cento vite? Bene, allora sei un'infermiera ". 

Lo dice sorniona la Paulson nei panni di Ratched nel trailer appena uscito per il lancio della serie. Nella clip, la vediamo mentre infligge una quantità di dolore incredibile ai pazienti, il tutto mentre indossa una collezione di cappelli particolarissimi. 

Sarah Paulson ha già ricevuto sei nomination agli Emmy per il suo lavoro in vari progetti di Murphy, tra questi il ruolo di Marcia Clark in American Crime Story nell’episodio dedicato a O.J. Simpson. Possiamo dirlo con certezza: abbiamo grandi aspettative per Ratched.

La serie in 18 episodi racconta alcune informazioni preziose sui primi anni di vita di Ratched, quando naturalmente non lavorava ancora all'ospedale psichiatrico immaginario di Qualcuno volò sul nido del cuculo

https://twitter.com/MsSarahPaulson/status/1290686485893541889

Qualcuno potrebbe rendere meglio della Paulson quella rabbia spaventosa di una bambina costantemente trascurata? Se il trailer è qualcosa su cui basarsi, la serie retro e ricca di colori sembra un incrocio tra i precedenti spettacoli di Murphy, Hollywood e American Horror Story.

Certo, l'horror barocco è probabilmente un terreno molto familiare per Murphy (secondo un profilo del New Yorker del 2018, il prolifico creatore preferisce la parola "barocco" a "camp", deridendo quest'ultimo termine come riservato ai creatori queer). Insomma perché scherzare con una formula che funziona?



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